Bollettino della crisi
La Bce rema in direzione di Berlino o è l’ultima spiaggia per la moneta unica?
gli indici hanno più volte cambiato direzione, mentre gli investitori s’interrogano sulle prossime mosse delle autorità per combattere la crisi e la turbolenza dei mercati finanziari. Ieri mattina il governatore della Banca nazionale austriaca e consigliere della Bce, Ewald Nowotny, ha indicato che il nuovo Fondo salva stati (Esm) dovrebbe avere la “licenza” bancaria. Tale aspetto, ha comunque sottolineato, attualmente “non è specificatamente in discussione alla Bce”. Leggi Frau Spread e l’insalata verde
10 AGO 20

La Bce rema in direzione di Berlino o è l’ultima spiaggia per la moneta unica? Ieri il dubbio poteva venire, leggendo un’indiscrezione riportata dall’economista Sergio Cesaratto sul manifesto: Francoforte non solo avrebbe cominciato a rifiutare i titoli greci come collaterale per i prestiti alle banche elleniche, ma starebbe facendo lo stesso per tutti i paesi. Fonti autorevoli della Bce, al Foglio, hanno smentito invece una qualsiasi restrizione del credito in corso, e hanno spiegato che dietro le attuali turbolenze c’è piuttosto il combinato disposto di effetto-contagio dalla Spagna e dati meno buoni del previsto in arrivo dagli Stati Uniti.
Borse volatili guardano a Francoforte. Ieri gli indici hanno più volte cambiato direzione, mentre gli investitori s’interrogano sulle prossime mosse delle autorità per combattere la crisi e la turbolenza dei mercati finanziari. Ieri mattina il governatore della Banca nazionale austriaca e consigliere della Bce, Ewald Nowotny, ha indicato che il nuovo Fondo salva stati (Esm) dovrebbe avere la “licenza” bancaria. Tale aspetto, ha comunque sottolineato, attualmente “non è specificatamente in discussione alla Bce”. Milano ha chiuso in progresso dell’1,17 per cento, beneficiando del calo dello spread che ha toccato il massimo a 546 punti ma ha poi chiuso a 520 punti.
Hollande chiama Berlino. Non un piano di salvataggio che coinvolga la Troika bensì un intervento della Bce per far scendere la febbre degli spread. E’ su questo – scrivono alcuni media spagnoli tra cui il quotidiano El País citando fonti della Moncloa – che sta lavorando in simbiosi con Italia e Francia il governo spagnolo, scontrandosi tuttavia con l’irremovibilità di Berlino. Il presidente francese, François Hollande, ha insistito sulla necessità “di mettere in pratica in maniera ferma e rapida” le decisioni prese dal vertice Ue di giugno. E’ quanto ha riferito un portavoce del governo: “Il messaggio del presidente è che gli stati devono avere una reattività equivalente a quella dei mercati”, ha detto il portavoce, ma soprattutto il presidente francese ha ribadito “la necessità assoluta di mettere rapidamente in pratica gli impegni del summit europeo” di Bruxelles.
Incetta di titoli tedeschi anche con rendimenti in picchiata. La Germania ieri ha venduto Bund a 30 anni per 2,32 miliardi di euro con tassi al nuovo minimo storico e domanda solida. Il rendimento medio è sceso al 2,17 per cento, un livello mai toccato dal 1994, dal precedente minimo del 2,41 per cento dell’asta di aprile. La domanda ha raggiunto i 3,367 miliardi superando l’importo massimo previsto di 3 miliardi.
I Mr. Rating ora s’accaniscono sul Fondo salva stati. L’agenzia Moody’s ha rivisto al ribasso le prospettive dell’Efsf (European financial stability facility), il Fondo salva stati europeo a “negativo” da “stabile”. La revisione al ribasso delle prospettive dell’Efsf riflette il taglio dell’outlook di Germania, Olanda e Lussemburgo, ha affermato Moody’s, sottolineando come il rating dell’Efsf “sia sensibile ai cambi di rating dei paesi con tripla A” e maggiori contribuenti del fondo.
I tedeschi si stanno grillinizzando? La stragrande maggioranza dei tedeschi (84 per cento) è soddisfatta del sistema democratico, ma tre tedeschi su quattro (73 per cento) sono convinti che i parlamentari non ascoltano le preoccupazioni dei cittadini. Lo rivela un sondaggio del settimanale Stern, secondo il quale solo il 21 per cento dei tedeschi crede che i deputati del Bundestag sappiano cosa preoccupa e cosa vuole la gente.
Monti rassicura gli statali sulle tredicesime. Fonti di Palazzo Chigi ieri hanno smentito che “sia mai stata presa in considerazione” l’ipotesi di un “blocco delle tredicesime dei dipendenti pubblici e dei pensionati”. Le stesse fonti della presidenza del Consiglio hanno sottolineato che “alimentare l’allarmismo sociale rischia di causare un duplice danno: sia per l’organizzazione che ha diffuso questa ipotesi, in quanto si rischierebbe un possibile blocco dei consumi; sia per la tenuta dell’economia”.
Borse volatili guardano a Francoforte. Ieri gli indici hanno più volte cambiato direzione, mentre gli investitori s’interrogano sulle prossime mosse delle autorità per combattere la crisi e la turbolenza dei mercati finanziari. Ieri mattina il governatore della Banca nazionale austriaca e consigliere della Bce, Ewald Nowotny, ha indicato che il nuovo Fondo salva stati (Esm) dovrebbe avere la “licenza” bancaria. Tale aspetto, ha comunque sottolineato, attualmente “non è specificatamente in discussione alla Bce”. Milano ha chiuso in progresso dell’1,17 per cento, beneficiando del calo dello spread che ha toccato il massimo a 546 punti ma ha poi chiuso a 520 punti.
Hollande chiama Berlino. Non un piano di salvataggio che coinvolga la Troika bensì un intervento della Bce per far scendere la febbre degli spread. E’ su questo – scrivono alcuni media spagnoli tra cui il quotidiano El País citando fonti della Moncloa – che sta lavorando in simbiosi con Italia e Francia il governo spagnolo, scontrandosi tuttavia con l’irremovibilità di Berlino. Il presidente francese, François Hollande, ha insistito sulla necessità “di mettere in pratica in maniera ferma e rapida” le decisioni prese dal vertice Ue di giugno. E’ quanto ha riferito un portavoce del governo: “Il messaggio del presidente è che gli stati devono avere una reattività equivalente a quella dei mercati”, ha detto il portavoce, ma soprattutto il presidente francese ha ribadito “la necessità assoluta di mettere rapidamente in pratica gli impegni del summit europeo” di Bruxelles.
Incetta di titoli tedeschi anche con rendimenti in picchiata. La Germania ieri ha venduto Bund a 30 anni per 2,32 miliardi di euro con tassi al nuovo minimo storico e domanda solida. Il rendimento medio è sceso al 2,17 per cento, un livello mai toccato dal 1994, dal precedente minimo del 2,41 per cento dell’asta di aprile. La domanda ha raggiunto i 3,367 miliardi superando l’importo massimo previsto di 3 miliardi.
I Mr. Rating ora s’accaniscono sul Fondo salva stati. L’agenzia Moody’s ha rivisto al ribasso le prospettive dell’Efsf (European financial stability facility), il Fondo salva stati europeo a “negativo” da “stabile”. La revisione al ribasso delle prospettive dell’Efsf riflette il taglio dell’outlook di Germania, Olanda e Lussemburgo, ha affermato Moody’s, sottolineando come il rating dell’Efsf “sia sensibile ai cambi di rating dei paesi con tripla A” e maggiori contribuenti del fondo.
I tedeschi si stanno grillinizzando? La stragrande maggioranza dei tedeschi (84 per cento) è soddisfatta del sistema democratico, ma tre tedeschi su quattro (73 per cento) sono convinti che i parlamentari non ascoltano le preoccupazioni dei cittadini. Lo rivela un sondaggio del settimanale Stern, secondo il quale solo il 21 per cento dei tedeschi crede che i deputati del Bundestag sappiano cosa preoccupa e cosa vuole la gente.
Monti rassicura gli statali sulle tredicesime. Fonti di Palazzo Chigi ieri hanno smentito che “sia mai stata presa in considerazione” l’ipotesi di un “blocco delle tredicesime dei dipendenti pubblici e dei pensionati”. Le stesse fonti della presidenza del Consiglio hanno sottolineato che “alimentare l’allarmismo sociale rischia di causare un duplice danno: sia per l’organizzazione che ha diffuso questa ipotesi, in quanto si rischierebbe un possibile blocco dei consumi; sia per la tenuta dell’economia”.
Nel grafico: Nonostante la ripresa avviata da tre anni, gli equilibri sui quali si regge l’economia Usa sono fragili. Però le famiglie americane, rimarca il report mensile di RefRicerche diffuso ieri, sono riuscite a ridimensionare il loro grado di indebitamento anche grazie al basso livello dei tassi di interesse, negativo in termini reali.